
Educazione e comunità sicura
Educazione e sicurezza sono due facce della stessa idea di città: una comunità che previene i problemi prima che diventino emergenze. Le 33 ore annue di educazione civica possono diventare, anche grazie al supporto del Comune, un’occasione per aiutare ragazze e ragazzi a uscire dalle superiori più preparati alla vita adulta, con progetti su educazione all’affettività ed educazione finanziaria. L’obiettivo è una città in cui i giovani crescano con più strumenti, le persone fragili si sentano tutelate e la sicurezza sia vissuta come libertà di muoversi, incontrarsi e vivere pienamente gli spazi pubblici.
Educazione all’affettività

Promuovere un progetto cittadino di educazione all’affettività nelle scuole superiori, mettendo a sistema le iniziative già esistenti e costruendo un percorso condiviso con scuole, Commissione Pari Opportunità, Consultorio e realtà del terzo settore. L’obiettivo è portare in tutti gli istituti superiori moduli su relazioni, consenso, rispetto, stereotipi e prevenzione della violenza di genere.
Educazione finanziaria
Promuovere un progetto cittadino di educazione finanziaria nelle scuole superiori, coordinando le realtà del territorio già attive su questo fronte. L’obiettivo è dare a ragazze e ragazzi strumenti concreti per gestire risparmio, credito, previdenza e rischi digitali, evitando che scelte economiche importanti siano lasciate ai social, alle truffe o alle false promesse dei “fuffa guru”.

Spazi sicuri per crescere insieme

Promuovere una rete di spazi di aggregazione open access per i ragazzi delle medie e dei primi anni delle superiori: luoghi gratuiti, sicuri e informali dove stare insieme, socializzare e costruire relazioni positive, sul modello dell’oratorio della Pedagna, aperto dopo le aggressioni del luglio 2023. Spazi accompagnati da educatori, regole condivise e attenzione all’inclusione, alla prevenzione del disagio e al contrasto dei comportamenti violenti.
Presidio leggero in stazione
Rafforzare la presenza della Polizia Locale nell’area della stazione attraverso forme stabili, leggere ma riconoscibili di presidio, orientate a migliorare la sicurezza percepita e il contatto diretto con i cittadini. In questa direzione, valutare l’attivazione, all’ingresso della stazione, di un presidio ben visibile, in uno spazio vetrato e aperto verso il piazzale, dove collocare anche alcune postazioni amministrative della Polizia Locale. Il modello è quello dei koban giapponesi: piccoli presìdi di prossimità che uniscono presenza sul territorio, ascolto dei cittadini, raccolta di segnalazioni e denunce, supporto nelle situazioni critiche legate al trasporto pubblico e controllo dell’area.
